Uso, abuso e dipendenza

Che differenza c'è tra l'uso di una sostanza ed il suo abuso?

Non basta aver provato una o più volte una sostanza per diventarne consumatore abituale; non basta consumare abitualmente una sostanza per diventarne per forza dipendente.

L'uso conosce svariatissime forme: un grandissimo numero di persone consuma alcol o sigarette, e sempre più giovani consumano marijuana, hashish, cocaina, ecstasy, senza che questo debba costituire già una dipendenza.

Nonostante questo, bisogna però considerare che un uso saltuario delle sostanze, visti gli effetti piacevoli che queste hanno, può portare la persona a volerne fare un uso sempre più frequente e pericoloso, con il rischio di sfociare in un suo abuso: si perde progressivamente il controllo, a sua volta segno di un bisogno a cui non si sa resistere. Quando una persona non può fare a meno di una sostanza e diventa praticamente indifferente alle conseguenze negative che questa può avere sulla sua vita significa che inizia ad abusarne.

Quando si parla di dipendenza?

Quando l’assumere una sostanza diventa un comportamento di cui non si può fare a meno per stare bene e si ha bisogno della sostanza per essere felici, quando questa inizia ad occupare un posto centrale nella vita, quando diventa il modo per riuscire a non pensare e a staccare la spina: la sostanza assorbe progressivamente tutti gli interessi e le risorse, si trascorrono le giornate pensando solo alla sostanza, un po' come quando si è innamorati di un ragazzo o di una ragazza e tutto il resto (la scuola, gli amici, lo sport) non ha più importanza.

Il legame con la sostanza diventa così dipendenza che è caratterizzata da tolleranza per la sostanza: la persona dipendente ha bisogno di aumentare progressivamente la quantità di sostanza assunta per avere lo stesso effetto e astinenza: la persona manifesta segni e sintomi (vomito, vertigini, tremori, emicrania, ansia,etc.) quando termina l'effetto della sostanza, con il conseguente bisogno di assumerla nuovamente per annullarli.

C'è qualcosa di diverso nelle sostanze di oggi, o nel modo di assumerle, rispetto a quelle di una volta?

La dipendenza da sostanze è oggi completamente diversa da quella sperimentata dalle generazioni passate. Oggi chi assume sostanze è sempre più simile alle persone cosiddette “normali”. A differenza di quanto accadeva negli anni ’70 e ’80, molti studiano o lavorano, mantengono discrete relazioni sociali e non sono identificabili da particolari stili di vita o modi di vestirsi e comportarsi.

Inoltre si è progressivamente assistito alla diffusione di nuove tipologie di sostanze. Queste sostanze non vengono assunte per via endovenosa, ma attraverso nuove modalità ("fumate","sniffate","calate","mangiate"); inoltre non sono considerate pericolose da chi le consuma e spesso sono associate ad altre sostanze, con rischi importati per la salute.

Nonostante le convinzioni di chi assume queste sostanze, le nuove modalità di assunzione non cancellano i rischi e gli effetti profondamente negativi, sia fisici che psicologici, causati da tale utilizzo.

Quali possono essere i campanelli d'allarme che richiedono attenzione?

Possibili campanelli di allarme possono essere:

  • difficoltà a scuola e/o al lavoro;
  • ripetute e frequenti assenze;
  • repentini cambi di umore;
  • insofferenza;
  • isolamento;
  • frequentazioni diverse;
  • richieste di denaro.

Una ‘spia’ rivelatrice molto forte può essere, paradossalmente, il fatto che la persona neghi l’utilizzo di sostanze: tutto quello che fa per tenere nascosta una dipendenza è importante, perché significa che si vuole continuare a fare uso senza che qualcuno, magari i genitori, cerchi di fare qualcosa per allontanare il ragazzo dalla sostanza.